Si può uscire dal parrucchiere con un colore perfetto e ritrovarsi poche settimane dopo con capelli spenti, secchi o che si spezzano facilmente. Secondo Jeona, proprietaria di Jola’s Hair Studio, una parte importante della salute del capello si gioca infatti lontano dal salone: nella doccia di casa, nella scelta dello shampoo e nel modo in cui utilizziamo ogni giorno phon e piastra. «Il lavoro è quasi 50 e 50», racconta. «Si può uscire dal salone super soddisfatti, ma quello che conta davvero è anche come si trattano i capelli a casa».
È proprio qui che nasce uno degli errori più comuni. Comprare un prodotto senza sapere se sia davvero adatto al proprio cuoio capelluto o alla propria tipologia di capello può creare problemi sia nell'immediato sia nel tempo. Per Jeona, la scelta dei prodotti è uno degli aspetti più sottovalutati della cura quotidiana: non basta cercare uno shampoo “buono” in assoluto, perché deve essere adatto alla persona che lo utilizza. Anche il cuoio capelluto, spiega, può cambiare durante l'anno e richiedere quindi prodotti differenti a seconda del periodo.
Il vero nemico dei capelli? Il calore usato male
Se c'è un'abitudine che può mettere in difficoltà anche un capello ben curato, è l'uso frequente degli strumenti caldi. Jeona considera phon e soprattutto piastra tra i principali fattori di stress per il capello e anche per il mantenimento della colorazione. Questo non significa eliminarli, ma utilizzarli con maggiore attenzione: termoprotettore prima del calore e strumenti di buona qualità diventano particolarmente importanti quando la piastra viene utilizzata quasi ogni giorno.
Uno dei segnali più semplici da osservare è la lucentezza. Jeona la collega allo stato della cuticola: un capello che appare lucido e compatto tende a presentarsi in condizioni migliori, mentre una fibra sfibrata, con cuticole più aperte, può diventare più fragile e spezzarsi. È anche il motivo per cui tagliare le punte danneggiate può essere utile, ma non perché faccia crescere i capelli più velocemente. Il vecchio consiglio di tagliarli spesso “per farli crescere più forti”, infatti, viene ridimensionato: il taglio serve soprattutto quando la parte finale del capello è realmente compromessa.
Anche sul lavaggio esiste un mito piuttosto resistente. Lavare i capelli il meno possibile non significa automaticamente proteggerli. Secondo Jeona possono essere lavati anche quotidianamente, purché si utilizzino prodotti delicati e pensati per lavaggi frequenti. Ancora una volta, quindi, la frequenza conta meno del modo in cui ci si prende cura del capello e della cute.
Quando il problema non è più solo estetico
Parlare di salute dei capelli significa anche sapere quando il parrucchiere deve fermarsi e suggerire un controllo medico. Jeona racconta, ad esempio, di segnalare alle clienti eventuali nei sul cuoio capelluto che potrebbero non avere mai notato, soprattutto quando presentano caratteristiche che meritano attenzione. Lo stesso vale per arrossamenti persistenti, dermatiti o altre alterazioni della cute: il compito del professionista è accorgersi che qualcosa non va, non fare diagnosi.
La stessa prudenza vale per la caduta dei capelli. Un aumento stagionale può capitare, ma quando i capelli riempiono il pettine o si staccano in quantità evidenti è il caso, secondo Jeona, di approfondire con il medico. Nella sua esperienza suggerisce spesso di partire da analisi del sangue e di valutare insieme a un professionista sanitario eventuali controlli su ferro o tiroide. «Noi possiamo soltanto trattare, mai curare», precisa, tracciando un confine importante tra il lavoro del salone e quello del medico o del dermatologo.
C'è infine un gesto che Jeona considera utile per mantenere nel tempo un cuoio capelluto in buone condizioni: una pulizia più profonda attraverso scrub o peeling specifici, abbinata a prodotti adeguati e alla protezione dal calore quando si utilizzano phon e piastra. La lezione che emerge è meno complicata di quanto possa sembrare: colore, piega e trattamenti possono convivere con capelli sani, ma il risultato non dipende soltanto da ciò che succede sulla poltrona del parrucchiere. Dipende soprattutto da quello che facciamo ai capelli nei giorni successivi.

